Un’intervista per LSDI a Laura Guglielmi

I social media sono un’ invenzione geniale ma vanno regolamentati. Sono loro i veri competitor della libera informazione – parola di Laura Guglielmi, direttora di Mentelocale.it, magazine di arte, cultura e attualità sul web fondato nel 2000.

Claudia Dani l’ ha intervistata per la prima di una serie di analisi sul giornalismo e l’ editoria online locale.

Ultima in ordine di tempo, una collaborazione con Palazzo Reale di Milano.Mentelocale.it è fatto anche di mediapartnership di questo tipo, alcune della quali portano – attraverso meccanismi espliciti al lettore – un sostegno economico e rappresentano una risposta alla qualità del lavoro svolto. Alle nuove collaborazioni sempre in aumento, si aggiungono quelle consolidate con – tra gli altri enti – Palazzo Ducale di Genova, Acquario e Fondazione Garrone.

Continue reading

La storiella di ctrl c ctrl v

C’era una volta una notizia, e ora al suo posto c’è il copia/incolla. Salvo alcune nobili eccezioni, l’informare è diventato meccanico. Nemmeno più l’amore per le parole, che chi fa questo mestiere dovrebbe avere, vale più. Il magnifico esercizio artistico dello scrivere si è ridotto a tre tasti ctrl c e v. Solo alcune volte si utilizza il tasto x che serve per tagliare, ma solo i più esperti se lo permettono.

Forse non c’è nulla di nuovo in quello che si legge qui sopra, ma è un fatto. E’ alla base di molti siti di notizie e fa arrabbiare.

Tornando alla storiella della notizia…da qualche parte nel mondo accade un fatto. Continue reading

INFORMAZIONE. Può essere così difficile una cosa così semplice?

Leggendo tutti i giorni i giornali, siano essi stampati o online, mi rendo conto, sempre più, che in realtà, quella che il pubblico riceve è parte di una notizia. Quella parte che fa più comodo a quella testata. Un’altra testata racconterà presumibilmente l’altra parte della notizia ad essa più funzionale. Non ho certo scoperto l’acqua calda, ma siamo sicuri che tutti i lettori ne siano consapevoli? Mi pare strano che se così fosse non si siano ancora alzate voci e urla a cercare fatti nel marasma a disposizione.
Perché è così difficile fare una cosa così semplice come descrivere un fatto e poi commentarlo?


Inseguire l’oggettività/obiettività è cosa, ormai chiaramente utopica. Il commento va bene, ma per dire una cosa vecchia quanto il giornalismo, i fatti vanno separati da esso.
I commenti, secondo me, sono fondamentali e aiutano a creare un’opinione pubblica. Sono fondamentali se presi in considerazione per quello che sono, cioè opinioni. Il lettore dovrebbe avere a disposizione la semplice, lineare e chiara descrizione dei fatti seguita dal commento con cui trovarsi o meno d’accordo.

In Italia non si tratta di fare controinformazione ma di fare informazione e basta. Ciò significa che bisogna – oltre a dare notizie – informare chi legge riguardo a chi è colui che gli riporta quel fatto, di quale giornale si tratta, chi è il proprietario.
I nuovi media vanno sfruttati al meglio per fare informazione davvero. Possono essere una strada per arrivare a tutti.

Qualcuno ribatterà che quanto scritto sono cose ovvie, trite e ritrite, è vero. Ma è cambiato qualcosa dalla prima volta che hai sentito questa lamentela? Un ripassino non fa mai male…