INFORMAZIONE. Può essere così difficile una cosa così semplice?

Leggendo tutti i giorni i giornali, siano essi stampati o online, mi rendo conto, sempre più, che in realtà, quella che il pubblico riceve è parte di una notizia. Quella parte che fa più comodo a quella testata. Un’altra testata racconterà presumibilmente l’altra parte della notizia ad essa più funzionale. Non ho certo scoperto l’acqua calda, ma siamo sicuri che tutti i lettori ne siano consapevoli? Mi pare strano che se così fosse non si siano ancora alzate voci e urla a cercare fatti nel marasma a disposizione.
Perché è così difficile fare una cosa così semplice come descrivere un fatto e poi commentarlo?


Inseguire l’oggettività/obiettività è cosa, ormai chiaramente utopica. Il commento va bene, ma per dire una cosa vecchia quanto il giornalismo, i fatti vanno separati da esso.
I commenti, secondo me, sono fondamentali e aiutano a creare un’opinione pubblica. Sono fondamentali se presi in considerazione per quello che sono, cioè opinioni. Il lettore dovrebbe avere a disposizione la semplice, lineare e chiara descrizione dei fatti seguita dal commento con cui trovarsi o meno d’accordo.

In Italia non si tratta di fare controinformazione ma di fare informazione e basta. Ciò significa che bisogna – oltre a dare notizie – informare chi legge riguardo a chi è colui che gli riporta quel fatto, di quale giornale si tratta, chi è il proprietario.
I nuovi media vanno sfruttati al meglio per fare informazione davvero. Possono essere una strada per arrivare a tutti.

Qualcuno ribatterà che quanto scritto sono cose ovvie, trite e ritrite, è vero. Ma è cambiato qualcosa dalla prima volta che hai sentito questa lamentela? Un ripassino non fa mai male…

Week-end e sera: questi i momenti migliori per usare Twitter. Ma ognuno può scoprire quando è il suo.

Dan Zarrella, scienziato nel campo della ricerca, del sociale e del viral marketing presso HubSpot oltre che autore,  ha studiato per due anni i cinguettii di Twitter. Dalla ricerca sono venute fuori alcune regole empiriche per conoscere il miglior momento in cui tweetare. 
 Se si vuole aumentare il numero di follower, è necessario tweetare in media 22 volte al giorno. Per avere il maggior numero di tweet, bisogna lanciare i propri messaggi tardi, la sera. Queste le linee generali.
Zarrella non si è fermato ed ha creato uno strumento TweetWhen che suggerisce –  a chiunque inserisca il proprio nome twitter  e email  – quando è meglio utilizzare Twitter per avere il massimo risultato. La logica è semplice: trovare tempi che non sono confusi dai tweet di chiunque e i fine settimana, in cui  le persone pensano di più al consumo.
Altra raccomandazione: non veragognarsi e mandare lo stesso messaggio 2 o 3 volte al giorno. E’p iù efficace che un solo tweet. Ora non rimane che provare.

I NEW MEDIA SECONDO DAN FARBER DI CBSNEWS.COM

Brian Solis, ritenuto a livello mondiale, una delle principali voci dei nuovi media, ha intervistato Dan Farber, direttore editoriale di CBSNews.com, sul futuro del business delle notizie. Il video completo dell’intervista è disponibile sul canale youtube di Brian Solis, sul suo sito e debitamente inserito su Twitter.
L’intervista fa parte di una nuova serie di (R)evolution, brevi video in cui Solis insieme ad altre personalità, tratta di connessioni fra persone, di trend, di idee che possano definire il futuro dei new media.

Durante la breve chiacchierata i due esplorano il real-time del nuovo paesaggio media e il tema delle 3C (Consumption, Curation, Creation) del mondo informativo attuale. Brian chiede come il nuovo business dei media si reinventa, come affronta la diffusione delle notizie e come attira l’audience.
Dan Farber afferma che la convergenza dei media è creata proprio dall’unione dei nuovi mezzi tecnologici con la tradizione del giornalismo, grandi contenuti e grandi mezzi, almeno CBSNews.com fa questo.
Ma come si arriva all’audience? utilizzando diversi canali, arrivando alle persone direttamente dove si trovano, utilizzando quindi tutti gli apparecchi tecnologici disponibili e soprattutto grazie ai social media, inutile elencarli twitter, facebook, flickr etc etc. Un’altra fonte a cui attingere sono le informazioni sugli interessi degli utenti, cosa fanno, cosa gli interessa, dove sono. In questo modo si possono ‘adattare’ i contenuti da diffondere.  L’obiettivo è creare relazioni, coinvolgere sempre più persone. Questo perchè le audience sono sempre più diverse e nuove.
Bisogna concludere che le persone sono parte essenziale della diffusione e distribuzione di contenuti e fattori integranti di ogni passo del nuovo ciclo delle notizie.