qualche conclusione sulla #2ndScreen

TV

Nel giorno della TV senza ascolti auditel. Ecco le conclusioni (in sintesi) a cui sono arrivata a proposito di che ne pensate?

Il futuro della va in 2 direzioni:
1. diventare semplicemente 1 al web e di accesso a prodotti e servizi.
2. diventare un nuovo device di distribuzione e interazione fra consumatore e prodotto che tende a creare nuovi linguaggi/prodotti e servizi sulla tv in rete

Nella seconda ipotesi si conferma il consumo televisivo come . Grazie all’utilizzo di più device e della rete. Second screen experience significa relazione fra internet e TV valorizzando gli aspetti che favoriscono la fruizione/consumo di 1 esperienza transmediale.

Domanda

Guardando un TG, poco fa, mi è venuta spontanea questa riflessione:
domanda sui tg
La musica che fa da sottofondo ai servizi giornalistici che riportano i più macabri fra i delitti, arricchisce l’informazione? o è una sorta di manipolazione? o solo un altro modo di raccontare la notizia?
Qualcuno ha voglia di dire la sua?

Nuovi modelli di TV

Nuovi modelli di TV nascono? Leggete i due esempi qui sotto.
1.

YouTube lancia i suoi canali televisivi  (più di 100) sul web con contenuti originali.  Una nuova forma online e on demand di TV.  Entro la fine del 2012 dovrebbero essere pronti.
Ci sono canali tematici e spazi affidati a personaggi noti.  Fra i  nomi  sentiti: WaltDisney, Thomson Reuters, Cosmopolitan, Marie Claire, Lionsgate. Un modello che nasce per essere ancora più vicino agli utenti, senza comunque far sparire quello che YouTube rappresenta, cioè  la condivisione e la partecipazione di chiunque. La prospettiva è la crescita esponenziale dei canali e la personalizzazione delle programmazioni. Si può dire che YouTube stia tentando di cogliere al volo i cambiamenti nella fruizione e consumo della tv. 
I contenuti saranno distribuiti gratuitamente grazie ai ricavi dalla pubblicità.

2.
Altro modello è quello rappresentato da ‘Servizio Pubblico’ di Santoro. Ecco come funziona: le principali emittenti regionali, grazie al segnale digitale terrestre e a quello analogico e in alcuni casi satellitare mandano in onda Santoro.Tv locali e regionali insieme a Sky. 

Come è possibile? Ciò che tiene in vita una TV è la pubblicità.  E’ un accordo fra Santoro e Publishare, concessionaria a cui è stata affidata la raccolta spot per il programma tv a far funzionare la cosa. Le diverse emittenti ricevono dagli studi romani un solo segnale con i break di pubblicità nazionale già predisposti e le ritrasmetteranno nelle loro regioni. Dunque le tv regionali insieme per un modello di tv nazionale che ha nuove possibilità: tutti possono vedere, senza canoni,  da diverse regioni lo stesso programma tv. Così, da un lato, si mantiene e rafforza l’informazione locale e dall’altro lato si apre un nuovo spazio per il mercato pubblicitario nel quale buttarsi di corsa.


Con questi due esempi, dove finiscono la TV di stato e la TV tradizionale?