Perché?

Perché stanno sorgendo una serie di programmi TV sulla scienza portata all’estremo?

Perché altri ancora trattano spettacolarmente deformazioni fisiche e portano con semplicità la chirurgia plastica in tv?

IL MESTIERE DELL’OPINIONISTA

Sempre presenti, hanno un’opinione su tutto e tutti, non li spaventa un microfono o una telecamera, al contrario ne sono famelici. Un giorno a Roma l’altro a Milano, su e giù per studi televisivi. A ricompensa, quello che in gergo, si definisce gettone. Il gettone può valere di più o meno a seconda di quanto share l’opinionista in questione è in grado di creare.
Chi sono? Gli opinionisti tv. Grazie al potere che il mezzo televisivo gli fornisce, spaziano anche negli altri media. In origine e per definizione l’opinionista è un esperto di una materia che, con anni di esperienza, studi approfonditi e costante contatto con il settore di riferimento, può portare, a chi l’ascolta, un’opinione che aiuti a interpretare determinati fatti. Questa professionalità ha subito un cambiamento o meglio grazie alla tv è alla deriva. Chi appare, tutti i giorni in tv, non sono più gli opinionisti-esperti ma i definiti-opinionisti. Ora nei salotti tv, che indagano la natura umana, non ci sono più criminologhi, filosofi, sociologhi, carabinieri etc ma gli ultimi personaggi tv usciti dall’appena concluso reality.
Nelle trasmissioni a cui partecipano, quotidianamente, in alcuni casi sono presentati come esperti di un determinato settore in altri semplicemente come opinionisti. Rimane ovvio che in entrambi i casi sono legittimati ad essere portatori di conoscenza e opinione.
Il meccanismo che li elegge a opinionisti è semplice e disarmante. Usciti dall’ultimo reality o simil trasmissione che sia stata per un periodo più o meno lungo sugli schermi, maturano il diritto di essere invitati ed intervistati nei salotti tv delle trasmissioni più popolari. Ed ecco che il gioco che è fatto il prossimo invito che verrà loro fatto li etichetterà come esperti in qualsivoglia materia. Diventano i protagonisti dell’opinionismo che essi stessi creano.
Creano semplificazioni televisive in cui vi è una divisione netta fra buoni e cattivi. Ovviamente, nei salotti, è necessario essere funzionali alla corrente e così ogni esperto/opinionista occupa la sua posizione. Nella maggior parte dei casi i pareri sono gli stessi e dei soliti noti. Si tratta di sterili dibattiti che non portano da nessuna parte, già letti, già sentiti e riletti. Gli opinionisti della tv sono centinaia, non sono richieste doti fisiche o intellettuali particolari e l’età non conta, basta surfare l’onda mediatica del momento.
L’assurdo è che fanno ciò che potrebbe fare qualsiasi persona che abbia un cervello funzionante, ma la loro vita tv precedente li elegge a persone speciali. Il loro scopo è creare confusione e aumentare l’ascolto della trasmissione.
Il paradosso sta nel fatto che quei programmi e salotti tv, si professano contro la tv del dolore, contro il giornalismo che spettacolarizza il dolore, e loro stessi sono parte di quella tv e recitano il loro ruolo di dispensatori di opinioni basate sul nulla. Sono insieme sfruttatori e moralisti.
Proprio in queste settimane stiamo ‘subendo’ il loro attacco quotidiano, in seguito a recenti fatti di cronaca. Animano la tv dal primo mattino fino alla tarda serata. È innegabile che siano figli di un meccanismo che fa parte dell’umano: la curiosità nei confronti della morte del male umano. Ma è innegabile allo stesso tempo che le loro opinioni non apportino nulla di nuovo o di risolutivo alla situazione. La situazione si aggrava quando vien fuori la pretesa di potersi sostituire ai giudici, ai tribunali. Manca la condizione di base: per emettere sentenze, opinioni bisogna essere preparati, avere gli strumenti su cui lavorare.
Esplicativo e riassuntivo di tutta la situazione e di quanto la categoria degli opinionisti entri nelle case italiane, è un servizio della trasmissione le Iene di Enrico Lucci. Nel servizio si analizza la morbosità con cui i media si stanno occupando del caso di Avetrana ed appare la nuova categoria degli opinionisti/telespettatori, che si schierano con la tesi di uno o l’altro salotto tv.
Per concludere ecco un ultimo (utile?) consiglio: dare un’occhiata al canale di YouTube dedicato ad un corso che permette, in sei settimane, di diventare esperto in qualcosa. Buona visione.
FONTI: Radio24, Quomedia, Corriere.it, Repubblica.it, M. Parente La casta dei Radical Chic, Le Iene