Giornalismo digitale – Dig.it2013: il 16 e 17 settembre un appuntamento da non perdere

LOGOdigit-settembre

 

Digitale, un aggettivo che ormai conta quasi più del sostantivo al quale si accompagna. Sostantivo e aggettivo dovrebbero integrasi in un’unica parola senza bisogno di distinguere per forza un antico status quo che non cambia, sarebbe bello poter parlare solo di giornalismo.

Ma proprio perché ahimè , è ancora presto per eliminare aggettivi fondamentali… è obbligatorio partecipare ad una riflessione sull’evoluzione in corso come Dig.it 2013.

Su Lsdi il programma e le modalità per partecipare, appuntamento il 16 e 17 settembre.

Dig.it – Giornalismo digitale- nuovi modelli economici, nuove professionalità, nuova cittadinanza, a Firenze il 4 e 5 luglio - LSDI

 

Dig.it 2013: la prima manifestazione nazionale interamente dedicata al giornalismo on line realizzata da Lsdi-Ast-Digiti in collaborazione con Ordine dei giornalisti, Fnsi, ODGToscana, Glocalnews, Internet Festival e con il patrocinio della Regione Toscana.

Dove: Auditorium di Santa Apollonia – Firenze

Pubblicista a chi?Una riflessione personale

Vorrei premettere che quando leggete sotto è riflessione gustosamente spontanea e immediata. Non ho studiato a fondo i programmi veri o presunti del Governo sull’ODG e i pubblicisti. È una riflessione personalissima sullo stato in generale dei pubblicisti e dell’ordine.


Avete mai pensato perché tutto rimbalza su internet perché lenotizie son sbagliate e ricorrette? Perchè non si capisce più nulla? Beh, forse cambierebbe qualcosa se il mestiere di giornalista rimanesse in mano solo a chi ha un reddito dignitoso ( come lo stabiliamo cosa è dignitoso?) beh vedrete cosa leggerete da allora in poi … Sapete quanti giornalisti sono assunti dalle testate e quanti sono i collaboratori esterni? 



Sapete chi regge davvero in piedi le redazioni? Per carità con questo non voglio dire che non esistano redazioni virtuose! Intendiamoci ci sono giornalisti-a-tempo-indeterminato che fanno il loro mestiere con dignità e professionalmente, ma c’è tutto un altro mondo sommerso che non ha i mezzi per fare bene il proprio mestiere. 
Sarebbe bello poter fare un’inchiesta in cui mi tocca camminare, telefonare e sudare ma no! devo stare davanti ad un scrivania a fare altro, perché questo mi da i mezzi per vivere.
È vero che un bel taglio all’albo, o all’ordine intero potrebbe togliere di mezzo i nulla facenti e dare spazio ai meritevoli… chissà!


La mia storia personale è quella di chi, primo: ha capito tardi cosa voleva fare, errore grossolano e solo mio, secondo: non ha trovato nessuno che le permettesse di fare il percorso regolare del praticantato e quindi si è buttata sull’altra possibilità che l’ODG da ai giornalisti-serie-2. 
Probabilmente l’albo dei pubblicisti aveva senso una volta ( un po’ come tutto l’andazzo dell’ ordine oserei dire) ma ora rappresenta solo una strada più facile per entrare.
Poi se io pubblico qualcosa o meno è uguale, se me lo pagano o meno è uguale, in questi tre anni di iscrizione nessuno ha mai bussato alla porta per chiedermi che cosa facevo, se venivo pagata, solo comunicazioni standard di rinnovo dell’iscrizione o dell’Inpgi. Che a dirla tutta ho regolarmente pagato, ma qualcuno si sarebbe accorto se non l’avessi fatto? Forse provengo da una generazione di viziati, ma ho sentito la mancanza di qualcuno che mi indirizzasse un minimo, si è trattato solo di sbrigare pratiche burocratiche e basta, nessun incontro, aggiornamento o simili da parte dell’ODG.

Al fondo e all’origine del problema vi è l’ enorme mancanza di auto-riflessione e auto-analisi da parte dell’ordine e dei giornalisti. Qualcuno di quelli seduti sulle poltrone comode sa che esiste il giornalismo digitale? conosce i nuovi compiti che un giornalista deve ricoprire in un mondo in cui la notizia è già vecchia prima di essere pubblicata?

Forse non merito questo privilegiato tesserino e toglietemelo pure, ma in cambio datemi la possibilità di meritarmelo e di vivere di questo mestiere.