Cose importanti sul data journalism

contenuto tratto dal mio workshop di digit16

Il data journalism non è nuovo al giornalismo. Analisi dei dati, inchieste tramite numeri esistono da prima degli strumenti digitali. La domanda da porsi non è se esistono i dati, ma dove ci porterà il processo di analisi, quale storia racconteranno. Un lavoro che spesso è svolto in team.

Il dato per essere raccontato nella maniera corretta va CONTESTUALIZZATO

il dato – i dati
I dati possono essere pensati come dichiarazioni atomiche di fatti non elaborati > raccolte sistematiche di informazioni numeriche in tabelle di numeri, come i fogli di calcolo o i database.
Quando i dati sono strutturati e presentati in modo da essere utili e pertinenti per uno scopo particolare, diventano informazioni disponibili per essere capiti dalle persone.

le caratteristiche dei dati

volume – la quantità di dati che vengono raccolti e memorizzati
velocità – la velocità a cui i dati vengono generati e a cui è possibile accedere
varietà – si riferisce alla vasta gamma di formato delle fonti dei dati
veridicità – variabilità della struttura dei dati e della qualità e del valore

i fogli di calcolo per conoscere, analizzare e interpretare i dati

Un programma che permette di effettuare calcoli, elaborare dati e tracciare efficaci rappresentazioni grafiche
Una tabella, detta anche foglio di lavoro, formata da celle in cui si possono inserire dati, numeri o formule
Excel/Numbers (windows/macOS)
Libre office (free software)

i dati molto spesso non sono accessibili e quando lo sono sono da verificare o incompleti e non corrispondenti a quanto richiesto QUESTO è IL LAVORO DEL GIORNALISTA –
lavoro di team (sia per mole di dati che per competenze)

al giornalista il compito di indagare chi ha prodotto quei dati se sono parziali o completi

i dati ordinati in dataset sono un patrimonio che resterà e vanno messi in rete fra loro

gli step del data journalism:

  • pulire i dati
  • esplorare i dati [ordinare, filtrare, raggruppare]

una buona visualizzazione rende i dati subito leggibili da tutti
l’unico modo per visualizzare in modo efficace i dati è immedesimarsi in chi quell’immagine la vede per la prima volta e deve comprenderla (che cosa sto raccontando?)

Mettere in discussione i dati è importante per la qualità stessa di essi, ci sono storie dietro chi sta generando quei numeri e come.

Ecco alcuni strumenti che uso io (quindi facili) per creare visualizzazioni: info.gram, piktochart.

Se vi interessa qui trovate le slide del workshop “i dati sanitari” di digit16.

Genova: quattro incontri sulle nuove forme dell’informazione in rete

Un po’ di auto-promozione!

Graphic e data journalism, informazione dal basso e media relations. Quattro incontri per conoscere nuovi modi di raccontare.

Comunicare storie e informazioni attraverso il fumetto, rappresentare graficamente numeri e dati, ma anche conoscere come ci si muove in rete per diffondere i propri contenuti (e monitorarne l’andamento), o capire chi e come verifica l’informazione dei citizen Journalist.

Quattro incontri per giornalisti, professionisti dell’informazione, comunicatori, associazioni o cittadini con voglia di auto-organizzarsi. Ogni seminario presenta due ore di introduzione al tema, seguite da due ore di attività pratiche sulle diverse tematiche per dare un assaggio di quanto si può fare nel mondo della comunicazione on line e del giornalismo digitale.

Per tutte le info&costi fate riferimento al sito Factory.Quintadicopertina

Data Journalism: un e-book che se ne occupa










Open Data – Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale’’, di Andrea Fama, è il secondo titolo della collana “e-book di giornalismo”, curata da Lsdi insieme al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e a Simplicissimus, casa editrice specializzata in libri elettronici.


Il lavoro sarà presentato il 27 ottobre, dopodomani, a Roma alle 10,30 presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.