Data Journalism: un e-book che se ne occupa










Open Data – Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale’’, di Andrea Fama, è il secondo titolo della collana “e-book di giornalismo”, curata da Lsdi insieme al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e a Simplicissimus, casa editrice specializzata in libri elettronici.


Il lavoro sarà presentato il 27 ottobre, dopodomani, a Roma alle 10,30 presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

LA SCOPERTA (?) DEGLI E-BOOK

Alcune testate stanno scoprendo gli e-book. Un modo per capitalizzare la loro esperienza e i loro archivi. 
Grandi inchieste e storie sulle quali si è lavorato molto vengono raccolte in libri elettronici che vengono poi venduti per pochi dollari.
Neanche c’è bisogno di dirlo, ma le prime testate a muoversi in questo senso sono in USA. Il Washington Post e ABC News hanno creato e pubblicato e-book sull’uccisione di Bin Laden. Il Boston Globe ha realizzato un e-book sul James Whitey Bulger, un gangster.
Ma il vero passo avanti forse non è la scoperta da parte delle redazioni ma da parte dei lettori. Ora hanno a disposizione, tabled, ereader, computer, smartphone che non sono solo schermi in bianco e nero. L’elemento multimediale è entrato di prepotenza  in questo mercato.
Chi legge un e-book, non si trova davanti solo parole da leggere, ma elementi multimediali diversi che rendono la lettura più coinvolgente. Si tratta di immagini, video, interviste audio
Per le redazioni è un modo di mettere a frutto materiale che rimaneva a marcire negli archivi. Basta mettere insieme testi, video e foto che si hanno a disposizione, e scrivere un’introduzione ed ecco: l’e-book è pronto.
Solitamente è venduto fra uno e cinque dollari.  E’ più lungo di un articolo ma meno di un libro, intorno alla ventina di pagine.
Le spese per creare il libro e metterlo in vendita sono veramente basse e comunque vengono recuperate nel giro di pochi giorni. Immaginiamo poi, quando prenderanno piede davvero quali saranno le entrate per gli spazi pubblicitari…
Ma non sono solo le testate, ad aver scoperto la gallina dalle uova d’oro,  ma anche molti scrittori emergenti e non, comunicatori, insegnanti che li utilizzano per vendere il loro lavori, senza dover sostenere grandi costi.