social media per raccontare i brand

Inizio d’anno, inizio di buoni propositi. Vecchie domande: come comunico al meglio il mio prodotto sui social media? Premettendo che per ogni azienda va studiata una strategia e nulla s’improvvisa, qui sotto trovate le cose che secondo me sono le più importanti per iniziare a capire come muoversi sulle piattaforme social e su quali.

Le lascio così il più schematico e diretto possibile in modo che siano chiare. Spero possano aiutarvi. In fondo potete scaricare il pdf con tutte le slide.

 

1. i social media sono enormi piazze affollate

2. individuare e rivolgersi alla nicchia di riferimento

3. fornire info utile e risolutive

4. interagire con le persone con trasparenza

5. seguire e monitorare i concorrenti

QUINDI

pagina/account/profilo dell’azienda non può limitarsi a condividere aggiornamenti

MA

deve realizzare delle strategie coordinate con le azioni del sito o blog

usare i social media significa fare un investimento di tipo temporale e di presenza

PERCHE I SOCIAL MEDIA

passaparola amplificato

individuazione delle tendenze

monitoraggio dei competitor

contatto diretto

gestione efficiente e in tempo reale delle critiche l’importanza dei commenti

AD ESEMPIO?

raccontare la relazione del vino/cibo/prodotto con il suo territorio;

valorizzare i caratteri distintivi di unicità e tipicità del vino/cibo/prodotto;

raccontare come vengono realizzati i prodotti, il “dietro le quinte”, work in progress e il “prima e dopo”

coinvolgere gli utenti, utilizzo dei contenuti realizzati dagli utenti a seguito di una call- to action

contenuti how-to per raggiungere anche chi ne sa poco o non è (ancora) interessato

Potete continuare la lettura scaricando il pdf con tutte le slide. Fatemi sapere che ne pensate e se sperimenterete.

Cose importanti sul data journalism

contenuto tratto dal mio workshop di digit16

Il data journalism non è nuovo al giornalismo. Analisi dei dati, inchieste tramite numeri esistono da prima degli strumenti digitali. La domanda da porsi non è se esistono i dati, ma dove ci porterà il processo di analisi, quale storia racconteranno. Un lavoro che spesso è svolto in team.

Il dato per essere raccontato nella maniera corretta va CONTESTUALIZZATO

il dato – i dati
I dati possono essere pensati come dichiarazioni atomiche di fatti non elaborati > raccolte sistematiche di informazioni numeriche in tabelle di numeri, come i fogli di calcolo o i database.
Quando i dati sono strutturati e presentati in modo da essere utili e pertinenti per uno scopo particolare, diventano informazioni disponibili per essere capiti dalle persone.

le caratteristiche dei dati

volume – la quantità di dati che vengono raccolti e memorizzati
velocità – la velocità a cui i dati vengono generati e a cui è possibile accedere
varietà – si riferisce alla vasta gamma di formato delle fonti dei dati
veridicità – variabilità della struttura dei dati e della qualità e del valore

i fogli di calcolo per conoscere, analizzare e interpretare i dati

Un programma che permette di effettuare calcoli, elaborare dati e tracciare efficaci rappresentazioni grafiche
Una tabella, detta anche foglio di lavoro, formata da celle in cui si possono inserire dati, numeri o formule
Excel/Numbers (windows/macOS)
Libre office (free software)

i dati molto spesso non sono accessibili e quando lo sono sono da verificare o incompleti e non corrispondenti a quanto richiesto QUESTO è IL LAVORO DEL GIORNALISTA –
lavoro di team (sia per mole di dati che per competenze)

al giornalista il compito di indagare chi ha prodotto quei dati se sono parziali o completi

i dati ordinati in dataset sono un patrimonio che resterà e vanno messi in rete fra loro

gli step del data journalism:

  • pulire i dati
  • esplorare i dati [ordinare, filtrare, raggruppare]

una buona visualizzazione rende i dati subito leggibili da tutti
l’unico modo per visualizzare in modo efficace i dati è immedesimarsi in chi quell’immagine la vede per la prima volta e deve comprenderla (che cosa sto raccontando?)

Mettere in discussione i dati è importante per la qualità stessa di essi, ci sono storie dietro chi sta generando quei numeri e come.

Ecco alcuni strumenti che uso io (quindi facili) per creare visualizzazioni: info.gram, piktochart.

Se vi interessa qui trovate le slide del workshop “i dati sanitari” di digit16.

cosa è e come usare il tag nofollow

usare-tag-nofollowcosa è il tag nofollow

un valore, un comando che inserito nella stringa html legata ad un link dice al motore di ricerca che quel link non dovrebbe essere seguito e indicizzato.

Il tag nofollow praticamente dice a Google di non considerare quel  link come “collegato” con il nostro sito.

quando usare il tag nofollow:

tutte le volte che volete dire a G che quel link non ha a che fare col vs sito. Qui di seguito quando usarlo:

  • contenuti non attendibili – se non potete garantire per quei contenuti, se non vi fidate, se non volete che i contenuti di quel link siano legati al vs sito [in casi come questi valutate se è davvero fondamentale per la comprensione del contenuto quel link] se non li conoscete bene ma avete bisogno comunque di linkarli
  • sulle pagine “registrati” o “accedi” o comunque le pagine del vs sito che contano meno per voi (in ottica seo ovviamente 😉 )
  • link a pagamento (link di affiliazione, link a vendita dì prodotti, link pubblicitari…) – le linee guida dei motori di ricerca richiedono che i link a pagamento vengano segnalati in un formato leggibile dal computer, esattamente come dovrebbe accadere per chi legge che apprezza la segnalazione dei contenuti a pagamento

>>>>>>>>>>>>>>per approfondire: la posizione di Google in merito ai link a pagamento.

  • link nei commenti ( a meno che non vi fidiate)

E alla fine – ora che vi siete fatti un’idea di cosa siano i tag nofollow  – tenete presente che Google stesso ci dice che la percentuale di utilizzo di nofollow è bassa.

Il cerchio si chiude “content is the king”

Google, negli anni, ha cambiato il modo in cui gestisce i tag no follow ma nessuno sa davvero come.  Ciò che rimane davvero importante è proporre contenuti di valore e facilmente trovabili, usare parole giuste e chiare. Come cerchereste il vs contenuto su google? con quali parole? vi darà un’idea di cosa mettere nel titolo del vs post, ad esempio.

Ricordate: ogni link che proviene da un sito autorevole è valido che abbia tag “do follow” o “nofollow”. Smettiamola di preoccuparci del tag nofollow e semplicemente cerchiamo di usare link di valore.