7 cose da fare sulle piattaforme social

storytelling, content marketing, social media…. ok ok e quindi?

questi termini stanno in piedi e raggiungono il loro scopo solo se, supportati da una strategia comune

come facciamo a parlare di noi sui social in modo efficace e coerente?

Ecco 7 cose da fare:

  • ottimizzare contenuti sui canali digitali, creare una coerenza di brand

che tradotto vuol dire essere consapevoli di quale “spazio” si sta usando per comunicare e non dimenticare mai che l’azienda/prodotto/brand è sempre la stessa

 

  • scrivere testi semplici, circolari ( la stessa info a inizio e fine del messaggio) ottimizzati per gli algoritmi dei  motori di ricerca (SEO)

che non va tradotto significa vedi sopra 🙂

 

  • analizzare a chi mandare cosa

fare quelle che un tempo si chiamavano ricerche di mercato, analisi dei concorrenti e dei propri referenti

 

  • immagine facilmente riconoscibile su tutte le piattaforme

foto/logo di formato adatto per i diversi spazi e sempre completamente leggibile in toto

 

  • non trascurare i contenuti in diretta, e gli aggiornamenti costanti e dai diversi eventi/luoghi… così come fa chiunque ma dal punto di vista professionale, quello del brand

 

  • lavora con gli influencer ma quelli giusti

 

  • nei post trova un equilibrio fra testo e immagini

 

cosa è e come usare il tag nofollow

usare-tag-nofollowcosa è il tag nofollow

un valore, un comando che inserito nella stringa html legata ad un link dice al motore di ricerca che quel link non dovrebbe essere seguito e indicizzato.

Il tag nofollow praticamente dice a Google di non considerare quel  link come “collegato” con il nostro sito.

quando usare il tag nofollow:

tutte le volte che volete dire a G che quel link non ha a che fare col vs sito. Qui di seguito quando usarlo:

  • contenuti non attendibili – se non potete garantire per quei contenuti, se non vi fidate, se non volete che i contenuti di quel link siano legati al vs sito [in casi come questi valutate se è davvero fondamentale per la comprensione del contenuto quel link] se non li conoscete bene ma avete bisogno comunque di linkarli
  • sulle pagine “registrati” o “accedi” o comunque le pagine del vs sito che contano meno per voi (in ottica seo ovviamente 😉 )
  • link a pagamento (link di affiliazione, link a vendita dì prodotti, link pubblicitari…) – le linee guida dei motori di ricerca richiedono che i link a pagamento vengano segnalati in un formato leggibile dal computer, esattamente come dovrebbe accadere per chi legge che apprezza la segnalazione dei contenuti a pagamento

>>>>>>>>>>>>>>per approfondire: la posizione di Google in merito ai link a pagamento.

  • link nei commenti ( a meno che non vi fidiate)

E alla fine – ora che vi siete fatti un’idea di cosa siano i tag nofollow  – tenete presente che Google stesso ci dice che la percentuale di utilizzo di nofollow è bassa.

Il cerchio si chiude “content is the king”

Google, negli anni, ha cambiato il modo in cui gestisce i tag no follow ma nessuno sa davvero come.  Ciò che rimane davvero importante è proporre contenuti di valore e facilmente trovabili, usare parole giuste e chiare. Come cerchereste il vs contenuto su google? con quali parole? vi darà un’idea di cosa mettere nel titolo del vs post, ad esempio.

Ricordate: ogni link che proviene da un sito autorevole è valido che abbia tag “do follow” o “nofollow”. Smettiamola di preoccuparci del tag nofollow e semplicemente cerchiamo di usare link di valore.