Esattamente come l’utilizzo degli smartphone è diventato pratica quotidiana allo stesso modo sempre più “secondi schermi” sono presenti mentre guardiamo la madre di tutti gli elettrodomestici: la TV.

La vera domanda a cui dobbiamo rispondere è capire che cosa fanno le persone con il telefonino in mano mentre guardano pechinoexpress (solo l’ultimo in ordine di tempo, fra gli show più tweetati). Chiunque riuscirà ad intercettare i bisogni soddisfatti in quel momento avrà fra le mani un patrimonio. Anche Apple, in occasione dell’ultimo speech, pare ci stia lavorando con le nuove funzioni della AppleTV.
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Hashtag questo (s)conosciuto
Lo avete visto sui manifesti pubblicitari, apparire all’interno degli spot TV, nei testi dei post dei social media e perfino sulle t-shirt, insomma ovunque. E’ l’hashtag, questo abusato e (s)conosciuto. Perché dedicare un post a qualcosa di così conosciuto e che utilizziamo quasi senza pensarci, tutti i giorni. Proprio per questo.
Nella maggior parte dei casi l’hashtag è utilizzato malamente, non raggiunge il suo scopo. E questo succede che ad usarlo sia un qualsiasi utente o il profilo social di un’azienda, o un giornalista. Cercherò, più avanti, di spiegare come può essere strategico anche brand, editori, giornalisti e comunicatori.
Oltre agli usi “business” un hashtag può essere efficace nelle situazioni di emergenza, per campagne di informazione sociale, per organizzare eventi e manifestazioni pubbliche.
Gli altri usi di WhatsApp
Chi di voi non partecipa ad una chat di gruppo su WhatsApp? chi non butta un occhio allo schermo dello smartphone ogni minuto per vedere l’ultimo anteprima del messaggio di WhatsApp?
La piattaforma di instant messagging può essere utilizzata per promuovere brand e anche per distribuire notizie, ecco come.
Basta mettere a disposizione il proprio numero telefonico – è l’unico account che si possa avere su WhatsApp – e fare in modo che gli utenti lo registrino fra i propri contatti.
