La professione giornalistica a Roma il 30 novembre

La fabbrica dei giornalisti – Rapporto sulla professione giornalistica in Italia

Il 30 novembre alla Federazione della stampa, a Roma, la presentazione dell’ aggiornamento (con i dati del 2011) del Rapporto sulla professione giornalistica in Italia a cura di Pino Rea per Lsdi – Insieme a Franco Siddi e Roberto Natale, segretario generale e presidente della Fnsi, interverranno i presidenti degli altri istituti di categoria: Andrea Camporese (Inpgi), Daniele Cerrato (Casagit), Marina Cosi (Fondo complementare) ed Enzo Iacopino (Ordine).

Dig.it: si discute di giornalismo online a Firenze

Ricevo e pubblico con estremo piacere.

Il giornalismo naufraga ma il web forse lo salva! A Firenze una due giorni tutta dedicata al giornalismo on line.

Esperti di rete, giornalisti, avvocati, giuristi, sindacalisti, venditori, esperti di marketing, amministratori pubblici, blogger e twitters si riuniranno il 4 e il 5 luglio prossimi all’Audiorium di Santa Apollonia nel capoluogo toscano per cercare di fornire alcune risposte alle numerose domande che quotidianamente affollano il web. Continue reading

L’eterna questione

Leggendo questa riflessione di Guido Scorza , aldilà della vicenda giudiziaria, tre sono i punti su cui mi vorrei soffermare.

1.LA DOMANDA DA PORSI

2.STIAMO ESERCITANDO ABUSIVAMENTE LA PROFESSIONE?

3.LA TUTELA E SALVAGUARDIA DELLA PROFESSIONE

Confesso, leggendo, un po’ di risentimento, per il non riconoscere la professione come tale, l’ho provato. Rimane fermissima, però, la convinzione che se chiunque è libero di esprimere un’opinione, raccontare un fatto a cui si assiste dal suo punto di vista, di pubblicare ciò che vuole, allora va riconosciuto che i fondamenti della professione giornalistica vanno conservati e ricercati.
Ripeto i fondamenti (ne indico qualcuno così per non perdere il vizio…funzione sociale, mediazione fra fonte e destinatario, ruolo di servizio, imparzialità, accuratezza, chiarezza…) vanno conservati, tutelati e ricercati. Ma il giornalista, se vogliamo metterla in termini di tesserini e riconoscimenti, ne deve aggiungere altri di ‘tessere’, deve darsi altri nomi – visto che ci piace così tanto sventolare titoli – ma deve soprattutto acquisire nuove competenze e vivere nel presente, nel cambiamento in corso.
E’ ovvio che INNOVARSI, VEDERE COSE DIVERSE non significa NON fare giornalismo, non essere obbiettivi e non esercitare la libertà di stampa. Nel caso del giornalismo digitale, più che mai, ciò che non si conosce fa paura e viene giudicato a priori, come sbagliato.