10 fra i peggiori consigli sui social media

Chiunque si improvvisa esperto di social media, ovvio perché no? chiunque li utilizza. C’è però differenza fra l’utilizzo professionale e quello nella vita privata. Ho raccolto qui sotto un po’ di pessimi consigli attenti a non seguirli!
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1. devi essere presente su tutti i social media

Certo, più visibilità, ma rischiate di sparare nel mucchio senza essere efficaci, i vs potenziali clienti sono sicuramente presenti sulle piattaforme social ma allo stesso modo è una o al massimo due quella sulle quali si informano su tematiche inerenti il tuo business. Su queste piattaforme si confrontano con altri utenti, esprimono giudizi e si formano sui vs prodotti. Continue reading

banalità? #2 da tenere a mente

un po’ di banalità? sul giornalismo:

#1

alla base c’è la missione del giornalismo: quella di essere servizio e apertura di occhi per tutti

#2

il lavoro va pagato

#3

la professionalità e la tecnica sono assolutamente necessari a chi fa questa professione

#4

giornalista non è il solo titolo che si da a chi si professionalizza per svolgere quel servizio

#5

i nuovi media non sono nuovi ma presenti e in evoluzione

Uno smartphone e sei giornalista!

Sfido chiunque a contraddire il titolo.

Oramai è ovvio il fatto che un contenuto – sia esso video, testo, fotografia – proveniente da uno smartphone e messo in rete, vada considerato immediatamente e a pieno  diritto una notizia e chi l’ha diffuso sia definito giornalista o per essere più precisi citizen journalist. E’ la vecchia storia del giornalismo partecipativo.

La parola ‘cittadino’ viene inserita  solo per non fare sobbalzare sulle poltrone chi è seduto da troppo tempo, e lo smartphone non lo sa usare, pur avendolo.

Il termine crea quella linea di confine che permette da un lato, ai ‘poltroni’ di non vedere intaccato il loro titolo e dall’altra il nuovo ‘titolato’ si sente un professionista e proseguirà legittimato il suo ‘lavoro’.

Aldilà degli sfoghi personali, un’avvertenza a tutti quelli che le notizie le leggono, proprio perchè prima della polemica delle poltrone a me interessa che chi legge sia consapevole. Bisogna ricordare che esiste un confine fra il cittadino informato e il giornalista.

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