perché riproporre i tuoi contenuti

contenuti di valore duranoPerché riproporre contenuti “vecchi”? soprattutto perché potresti raggiungere persone che ancora non ti conoscono, se questo non dovesse bastare, ti do altri motivi per farlo.

Partire da un argomento già trattato permette di riflettere su di esso da altri punti di vista. Consente di trovare nuovi contenuti e idee legati ad esso più facilmente. Riproporre potrebbe portare il contributo prezioso di altre persone.

Come farlo? inizia rispondendo a questa domanda: quali, fra i tuoi post, hanno avuto più visite, più condivisioni, più commenti? (anche uno solo dei valori basta) Continue reading

…e il giornalismo scientifico?

Sono cresciuta con la convinzione che il giornalismo scientifico non fosse per tutti e così ho sempre pensato. Ma questo ha ancora senso nel 2012? l’informazione d’elite, passatemi il termine!
L’informazione scientifica si legge e pubblica su riviste specializzate, insomma non è per tutti, non tutti hanno gli strumenti per capirla. Anche questo che senso ha negli anni duemila? O meglio i curiosi a cui mancano gli strumenti scientifici non hanno diritto a capirci qualcosa?


Su Appuntidigitali.it se ne discute: da una parte l’informazione scientifica e e dall’altra wikipedia. L’accusa è che wikipedia non sia attendibile ne verificabile, ha il valore di aver diffuso informazioni più specificatamente scientifiche e tecniche ai più, ma non è verificata e controllata da tecnici  o da scienziati detentori della verità scientifica.
I ricercatori stessi, pubblicano, solo dopo anni di fatiche, e attente verifiche di altri scienziati, le loro scoperte su  riviste specializzate. Sulla rete arrivano ancor dopo, quando arrivano. I tempi sono molto lunghi.
Nella rete questo è possibile? Come si rapporta la rete al giornalismo scientifico? E spesso sono proprio gli scienziati ad avere diffidenza dei nuovi media. I media vengono accusati di riportare in modo impreciso le informazioni scientifiche.
Rimane, in ogni caso, il problema che l’informazione scientifica deve affrontare: come arrivare a quello che, viene definito grande pubblico? Per questo dovrà trovare anch’esso un via digitale.

Ma forse una soluzione c’è, come suggerisce Eleonora Presani su Appuntidigitali.it: si tratta di ArXiv, una comunità scientifica. E’ l’Università di Cornell a curarla. E’ un archivio per pubblicazioni scientifiche consultabili online. Ma anche su essa si sollevano voci di non completa verificabilità, di come si stabiliscano i criteri di accesso alla pubblicazione.

Ancora una volta l’informazione e il giornalismo si trovano di fronte alla scelta digitale: rinascere o morire?