La storiella di ctrl c ctrl v

C’era una volta una notizia, e ora al suo posto c’è il copia/incolla. Salvo alcune nobili eccezioni, l’informare è diventato meccanico. Nemmeno più l’amore per le parole, che chi fa questo mestiere dovrebbe avere, vale più. Il magnifico esercizio artistico dello scrivere si è ridotto a tre tasti ctrl c e v. Solo alcune volte si utilizza il tasto x che serve per tagliare, ma solo i più esperti se lo permettono.

Forse non c’è nulla di nuovo in quello che si legge qui sopra, ma è un fatto. E’ alla base di molti siti di notizie e fa arrabbiare.

Tornando alla storiella della notizia…da qualche parte nel mondo accade un fatto. Continue reading

Se hai talento fallo (s)fruttare

Leggo l’ennesima ricerca di persone ‘comuni’ per fare lavori a gratis, per ricoprire ruoli che dovrebbero essere occupati da professionisti… Ovviamente il linguaggio utilizzato è tutto improntato a far sentire chi legge come un potenziale Pulitzer…Diventa reporter anche tu, informa la tua città… sarai pubblicato, raggiungerai popolarità…

Magazine che cercano citizen journalist (la prima parola sta lì, per aver una motivazione per non pagare uno stipendio), altri cercano talenti fotografici a cui assegnare campagne ADV, altri ancora volti per la tv, che non si sa bene che debbano fare.

Dove stiamo andando? Mentre questo accade, Fornero si dimena sull’art. 18 e tanti altri seguono il suo balletto a passi opposti, ma che importa… tanto nessuno vuol più lavorare, ma solo essere ‘famoso’ e visibile.  Continue reading

Il potere dei ‘Mi piace’

Ci sono testate online che basano la retribuzione dei loro collaboratori sui ‘Like’ che le notizie ricevono su Facebook. Perché?
Così parte la corsa a postare e ri-postare su Funa notizia, in modo che i ‘mi piace’ aumentino di ora in ora. Quale è il valore aggiunto che il media in questione guadagna con i like? Popolarità? Massima diffusione dei suoi contenuti, certamente. E poi? Quanti di quelli che apprezzano il link alla notizia, passano, poi, al sito web della testata?


Tutto è lecito… però un conto è condividere una notizia su FB perchè la si ritiene interessante, perché la si vuole diffondere fra le persone conosciute, o per semplice narcisismo. Un altro è fare il commercio delle notizie. Che la professione giornalistica sia in un marasma, è chiaro, ma un redattore, deve anche occuparsi della diffusione delle notizie? Deve, dopo aver fatto il suo mestiere –  scoprire la notizia, verificarla e scriverla – impegnarsi per avere un guadagno in più (e che guadagno!) e fare promozione della notizia? E’ un nuovo compito affidato al giornalista?
Sarebbe divertente capire, come i like sono conteggiati e monetizzati.  In base al numero di visitatori della pagina web del media, si stabilisce un numero di like idoneo? Oppure ci si basa sul numero di fan della pagina FB? E come va trattata la notizia che viene condivisa rispetto a quella che riceve semplici like? Le testate tradizionali come accolgono i like alle loro notizie? Chiedono ai loro redattori di fare promozione? Il giornalista che riceve tanti like si compiace maggiormente di un altro?
E’ chiaro che nella grande piscina del cambiamento, nel quale il giornalismo sta tentando di stare a galla, va inclusa una nuova variabile, quella del potere del tasto ‘Mi piace’.