social media e storia

Un ripassino fa sempre bene, come si dice ripetita iuvant. Questa sera voglio condividere con voi un vecchio sui social media e il loro futuro. Era il 2009. Per comodità sotto riporto i punti salienti dello di Clay Shirky.

Il cambiamento in corso nei media significa che ognuno ha un messaggio da diffondere.
Tutti sono coinvolti nel processo. Non si tratta di capitale tecnico ma di capitale sociale.
Questi strumenti non sono socialmente utili e rilevanti fino a che non diventano tecnolgicamente scontati.
Internet è il primo medium della a supportare intrinsecamente gruppi e conversazioni allo stesso tempo. ask pastor john Applica lo schema da molti a molti.
Quando i media diventano digitali internet diventa la modalità di “trasporto/mezzo” per tutti i media e così ogni media si trova proprio accanto ad un altro e compenetrato da esso.
Un altro grosso cambiamento è quello che del pubblico che diventa produttore oltre che consumatore.

Vi lascio con una segnalazione per chi sarà a il 17 ottobre 2015: un TEDx a cui partecipare di corsa. Info qui.

L’effetto Polaroid negli anni

Imitata dagli smartphone. Ne copiano le cornici e gli effetti grazie ad apps che abbinano alle loro fotocamere. Qualcuna è ancora possibile trovarla nei negozi vintage, anche se non proprio a prezzi modici. Le pellicole sono quasi introvabili. Ma l’effetto Polaroid, nonostante gli anni passati, non è ancora svanito.

Il primo modello nasce nel 1947: Model 95, già nel 1956 Ansel Adams inizia la Polaroid Collection. L’effetto polaroid’ si afferma definitivamente nel 1963, quando si inizia a produrre Polacolor, la prima pellicola a colori per polaroid. Da quel momento pare che solo lo strano cubo, camuffato da macchina fotografica, possa fermare e catturare il momento, per poi ‘sputarlo’ direttamente nelle mani di chi ha scattato.


Sono molti i fotografi e gli artisti che hanno utilizzato la polaroid, ognuno a suo modo con i suoi scopi. Solo per citarne qualcuno, ne ricordo due che adoro: Helmut Newton e Andy Warhol.
Nel 2008 il Gruppo dichiara di non produrre più pellicole: è arrivata la fotografia digitale. Ma un gruppo di temerari ex dipendenti non molla e da il via a quello che è denominato Impossible Project, così continua a produrre le pellicole e a venderle in rete e in alcuni shop. Ad oggi il progetto è attivo. Nel 2010, infine, a New York da Sothesby avviene una vendita parziale della collezione polaroid.

L’effetto polaroid: la pellicola che aveva spazzato via il grigio del dopo guerra. Solare e sfrontata, i suoi scatti rivelano tutto in pochi secondi. Gli scatti istantanei diventano un gioco per i bambini, e gli adulti non ne hanno mai abbastanza. La magia sta nel fatto che la foto appare ancora prima di potersi mettere in posa. In ogni casa è stata scattata almeno una polaroid e ho già fatto cenno agli innumerevoli artisti che ne hanno fatto uso e abuso. Chi non ricorda il momento in cui la foto spunta fuori dalla ‘bocca’ della polaroid e un fortunato è destinato a scuoterla per accelerare il processo di sviluppo? Quanti momenti, in cui, tutti insieme si forma un cerchio intorno al pezzo di carta in attesa che l’immagine appaia. Guardare il processo di sviluppo, l’immagine che poco a poco appare, ha aiutato la polaroid a diventare parte della storia della fotografia.

La sua strada arriva fino ad oggi, dove la malinconia trova forma nelle tante app a disposizione dei brutali e tecnologici smartphone e delle loro fotocamere.