Sul ‘caso’ Sallusti

Non mi aggiungo anche io al coro delle mille voci che si sono alzate in questi giorni con un post,  ma  ne suggerisco due  che condivido:

http://www.olmr.it/2012/09/no-non-siamo-tutti-sallusti/

http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2012/09/27/sallusti-e-farina-sul-corpo-delle-donne/

 

Qualcosa sul giornalismo italiano…

Alla fine dello scorso anno, ho avuto l’occasione di conoscere Giuseppe Baldessarro, giornalista minacciato  dalla ‘ndrangheta, scrive per ‘Il quotidiano della Calabria’. Ecco domande e risposte che ci siamo scambiati dopo il nostro breve incontro.

Che cosa pensi del giornalismo italiano?

Non ho una buonissima opinione del giornalismo italiano, credo che il livello negli ultimi 20 anni si sia molto abbassato. Sono praticamente spariti i “cronisti di razza” ed il loro posto è stato preso da gente che attinge le informazioni attraverso google. Temo che si sia persa l’abitudine di andare alle fonti dirette, e si cercano informazioni tra fonti non controllate. Questo, evidentemente abbassa di molto la qualità del prodotto, ma quel che è più grave è che si crea smarrimento nei lettori. Ti faccio un esempio pratico: 

Da anni mi occupo di ‘ndragheta, ancora oggi passo le mie notti a leggere atti giudiziari e carte di indagini. Parlo con investigatori e inquirenti, e spesso lo faccio senza l’obiettivo di scrivere un pezzo, ma solo per conoscere. Per informarmi, in maniera da trasferire le mie conoscenze ai lettori quando sarà il momento. Poi mi imbatto in pezzi scritti da altri giornalisti, e mi rendo conto che non conoscono i fatti, e che accatastano roba che non ha valore giornalistico, materiali impreciso, approssimato che da luogo a tesi inverosimili. Lo stesso avviene per  libri, credimi c’è in giro gente che scrive cose sulla ‘ndrangheta dimostrando di non sapere di cosa si parla (Nuzzi è un esempio, ma non l’unico)…
Ora mi chiedo i lettori che opinione si fanno? Che informazione ricevono? Come fanno a sapere cosa è vero e cosa no? Si crea una confusione incredibile, e non ne guadagna certo il buon giornalismo che annega irriconoscibile, in un contesto di mediocrità pazzesco.

I lettori sono parte attiva del gioco o subiscono e basta?

Per questo penso che i lettori stiano subendo una violenza inaudita, e che non hanno gli strumenti per difendersi. 

Che tipo di giornalismo ti fa indignare?

Mi fa indignare il giornalismo fatto male. Ancora un esempio: Quando torno dai miei giri il capo redattore mi chiede “che notizie hai?”, assieme le valutiamo e decidiamo spazi e tempi. Ma questa è l’eccezione. La regola italiana è un’altra: “Va ad Avetrana e scrivimi 100 righe, a prescindere da cosa trovi”. E’ questo che indigna, non sono più le notizia che fanno i giornali, ma i giornali che fanno le notizie. Mi indignano i colleghi che si prestano a questo gioco al massacro dell’informazione. Dovrebbero smettere di fare questo mestiere che dimostrano di non saper fare. Si nascondono dietro il fatto che “il lavoro è lavoro”, che “se dico di no mi licenziano”. Bene, si facciano licenziare, almeno conserverebbero la dignità.

Qual è il futuro che si prospetta? la carta stampata rimarrà per approfondire? avremo solo le 140 battute di twitter come informazione?

Credo che alla fine sarà così. Le notizie saranno pillole su internet e per gli approfondimenti bisognerà leggere i giornali cartacei. Non so se sia un bene o un male. Certo l’informazione vera sarà un prodotto per pochi, ma almeno non ci sarà più la confusione che impera in questo momento.