Nasce AIGOL: Associazione Italiana Giornali On Line

Nasce AIGOL, Associazione Italiana Giornali On Line, con l’obiettivo di dare al giornalismo sul web pari considerazione rispetto a quella per carta stampata, tv e radio. L’ideatore e fondatore, Marcel Vulpis (editore e direttore responsabile di sporteconomy.it), richiama tutti gli editori di testate web, radio e tv web (registrate e che abbiano un direttore responsabile) ad associarsi. La proposta di AIGOL è fornire il giusto riconoscimento giuridico.

“Le istituzioni e il mondo della politica devono prendere atto dei cambiamenti che ci sono stati, in questi ultimi anni, nell’industria on-line e del suo impatto socio-culturale/economico sul mercato del giornalismo” dice.

Sul sito una sezione News, dedicata alle notizie sui temi del web e dell’informazione giornalistica veicolata dalla rete.

Il nuovo destino di Le Monde

Ora ci sentiamo garantiti economicamente ma anche dal punto di vista della nostra indipendenza editoriale“. Queste le parole di Eric Fottorino, direttore di Le Monde, dopo mesi di trattative, pressioni politiche e notti insonni. La decisione è stata presa, è stata accettata l’offerta del gruppo Bergé-Pigasse-Niel. Per la prima volta, il quotidiano non è più nelle mani delle ‘elite illuminate’ dei giornalisti, dei suoi dipendenti diretti. La scelta è ricaduta sul socio e compagno di Yves Saint-Laurent, sul giovane banchiere e sull’imprenditore delle tlc. “Avevamo due offerte equivalenti dal punto di vista finanziario – aggiunge Fottorino – quella prescelta ci è sembrata più coerente nel piano di sviluppo sul lungo periodo, mentre l’altra mostrava evidenti contraddizioni fra i soci”.
Dunque, sembra essere finita l’epoca dello storico (è stato fondato 65 anni fa) giornale dei giornalisti. Il direttore di Le Monde ribatte che Bergé ha proposto, invece, la creazione di una Fondazione dei dipendenti che avrà una minoranza di blocco, con diritto di veto sulla nomina del direttore. “Non avremo più la gestione del giornale, ma voglio credere che l’indipendenza sarà al sicuro”.
La speranza è l’ultima a morire.

Digital Magazine

Gallerie multimediali, video, foto che parlano dalle pagine dei quotidiani. Sembra essere questo il futuro dei giornali nell’era del web e di ipad, iphone, smartphone e kindle (fra gli altri). Si chiama digital magazine: un nuovo formato di pubblicazione digitale, una via di mezzo fra il sito web e il classico quotidiano. Un modo per sfruttare al meglio le caratteristiche dei nuovi dispositivi mobili, che sembrano diventare il solo mezzo possibile per leggere quotidiani e riviste d’ora in avanti. Il quotidiano da semplice mezzo di informazione diventa vero e proprio programma: newspaper as a software. Ora lo scopo non è soltanto l’informazione ma ad essa si affianca l’intrattenimento.
Ovviamente ne consegue una ridefinizione dell’industria editoriale digitale. A questa ‘gara’ alla rimodernizzazione partecipano grandi player come Adobe e decine di piccole aziende e start up. L’obiettivo è creare prodotti più fruibili, piacevoli e interessanti per i lettori e neanche a dirlo, creare spazi nuovi per la pubblicità digitale.
L’inventore di questo nuovo formato è John Squires di Time Inc., anche alla direzione del Digital Magazine Consortium (alleanza formata da Time, Hearst, Meredith, Condè Nast e News Corp).
In realtà, al momento, non molti editori hanno aderito al nuovo modello. In più non va dimenticato che per realizzare un digital magazine, degno di questo nome, è necessaria una redazione ad esso dedicata. Dunque la tendenza è quella di accontentarsi di applicazioni che rendano agevole sfogliare le pagine di quotidiani e riviste sui dispositivi digitali. Fra quelli che, invece, hanno già intrapreso la nuova via: Le Figaro e Wired.
Chi invece sta sviluppando il software dedicato a creare un digital magazine è Adobe, già leader indiscusso del software per la grafica giornalistica. Sta studiando una Digital Publishing Platform per il nuovo formato. Il presidente di Adobe ha personalmente evidenziato l’importanza dell’implementazione della versione Cs5 di InDesign, che gestirà video, animazioni come fossero foto o box di testo. Il nuovo software permetterà agli editori di poter gestire contemporaneamente le due versioni del giornale: la classica cartacea e la nuova ‘animata’.
Fra le piccole aziende che si muovono verso questo nuovo business l’italo californiana Paperlit e WonderFactory (sito di Newsweek, demo di Sports Illustrated). Sembra che la strada per l’editoria sia tracciata ed unica. Si tratta di un passaggio graduale dalla carta al digitale con migliorie notevoli rispetto al web.