l’ “attualità” dell’informazione e del giornalismo


Partendo da uno spot del 1986 del Guardian vorrei tentare di rispondere alla domanda delle domande: qual è l’attuale stato dell’informazione?
Intendiamoci è la MIA risposta, personale, maturata negli anni e potrebbe persino essere banale.

A volte mettere nero su bianco aiuta a chiarirsi le idee. Insomma un esercizio più per l’autrice che per il lettore. Se qualcuno avrà voglia di dirmi che ne pensa sarà un successo.

Provo a procedere per parole, le stesse che andranno a formare la frase che definisce l’attuale stato dell’informazione.

1  i social media.

Le persone si informano sulle piattaforme social, in seguito, forse, arrivano alla pagina o al sito dei media. La conversazione avviene dentro i social, spesso le stesse notizie sono dentro le conversazioni più che nel link postato da cui partono.

2 mobile.

Le persone accedono ai social da smartphone, l’informazione deve tenere presente che è fruita quasi principalmente in versione mobile. Creare contenuti che siano “facili” da condividere in versione smartphone ma ancor di più che siano leggibili in versione mobile.

3 locale.

L’informazione locale da sempre segue la sua strada, ora più che mai le community vogliono sapere che cosa accade all’interno del territorio nel quale si muovono quotidianamente e possono e vogliono dire la loro, aggiungere informazioni, grazie agli strumenti digitali.

Insieme alla “questione” locale c’è quella di nicchia intesa come campo di specializzazione, come tematica. L’informazione e la sua fruizione sono sempre più legati alla sua specializzazione.

4 datadriven e profilato

I lettori non sono più UN pubblico ma vanno considerati come “singoli” o gruppi con i loro interessi e i tanti dati a disposizione su cosa fanno quando sono online. Un patrimonio.

La conclusione a cui arrivo è che:

L’informazione è data-driven e profilata, locale, mobile e sui social media.

Ogni giornalista può informare per la sua parte, riguardo  alla sua nicchia.  Un giornale è un’opera collettiva, lo spiega molto bene Marco Giovannelli (1 ora min 57 per i frettolosi) in questo video di :

Il problema vero, che sfugge, è che al centro della discussione c’è la FUNZIONE del giornalismo non la persona.

  1. giornalista è una definizione di carattere FUNZIONALE

  2. come individuare cosa è di PUBBLICO INTERESSE con il web diventa più difficile o facilissimo

  3. la domanda di informazione (il pubblico) deve essere CONSAPEVOLE del processo di costruzione dell’informazione

  4. il giornalista deve essere TRASPARENTE nel presentarsi, palesarsi al pubblico

  5. digitale non è un mondo a parte è il mondo INSIEME all’analogico. Il mondo digitale è la cultura del nostro tempo

  6. ognuno ha la sua macchina da stampa attraverso il digitale

  7. il giornalista è il MEDIATORE CULTURALE fra il fatto e la diffusione della conoscenza di esso

  8. il giornalista deve acquisire competenze

Direi che è tutto. Attendo vostre.

In ultimo non posso non ringraziare tutti coloro che mi hanno fatto riflettere su questi temi nel corso degli anni, che raccolgo inuma generico persone cose che girano attorno a digit e lsdi.

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