RI-MEDIAMO!

Come formiamo i nostri stereotipi? e come possiamo crearne di “buoni”? Un’ipotesi di ri-mediazione culturale a partire dalle parole. Come funziona la costruzione della visione del mondo che ci facciamo? Parole e immagini.

C’è il mondo. Quello in cui viviamo. Quel mondo è percepito/ vissuto/ esperito/ raccontato tramite una visione e una successiva condivisione con altri della stessa visione.

Quella interpretazione e condivisione creano stereotipi e prototipi delle “cose” del mondo. In parole semplici: tutto ciò che esiste di cui le persone fanno esperienza e vedono.

Prototipi e stereotipi diventano così gli strumenti di interpretazione del mondo e dello stare al mondo.

Ok bene! tutto qui?

Attenzione!

Se lo stereotipo che si diffonde non è proprio corretto per tutt*? che si fa? vediamo come si può ri-mediare!

  1. ripetita iuvant — le cose ripetute aiutano — (ce lo insegnano molto bene i vecchi stereotipi) perché non dovrebbe valere per i nuovi?

Utilizzare nuove forme espressive, nuove immagini per raccontare uomini e donne così che ripetuti entrino nel linguaggio comune e di conseguenza nella cultura. Queste “nuove” paroline magiche devono contenere l’importanza della relazione e le differenze esistenti fra le persone (fondamentali e corrette).

2. decostruzione dei testi visivi — mamma che frase, fa paura! — tradotto: comprendere che l’immagine (tutto, post, foto…) è una costruzione, è stata creata.

Come viene costruita un’immagine pubblicitaria? Come viene costruita l’immagine di una personalità? Come costruiamo la nostra immagine su Instagram? Partendo dal presupposto che è creata ad hoc spiegando e spezzetando pezzo a pezzo una foto in primo piano ritoccata, facendo notare l’inclinazione della testa o la posizione di labbra e mani diveniamo consapevoli che alle spalle di quello che ci circonda/che vediamo/che condividiamo c’è una costruzione/progettazione che spesso noi stesse facciamo senza nemmeno rendercene conto.

Come spezzettiamo un testo? Leggendolo e notando se sia possibile individuare una scelta nel tipo di parole usate, ci sono frasi frasi fatte, quale è il tono?

Ok! E ora? Con i punti 1(ripetere, ripetere, ripetere le nuove parole) e 2 (fare a pezzettini i contenuti) dovremmo ottenere CURIOSITA’ — il motore della nostra mente — e dopo criticità, analisi e domande.

Cioè: mmmm, ma davvero?!e perché? quindi forse… e nemmeno… o forse si ok vediamo un attimo e riproviamo…

Ecco che il miracolo si è compiuto… una nuova costruzione sociale e culturale.

In teoria più persone utilizzano nuove parole — e distruggono immagini/stereotipi/prototipi — più veloce sarà il cambiamento.

Ma forse semplifico troppo? Perché nessuno lo ha fatto fino ad oggi? Ditemi che pensate.

Sto pensando di scrivere una serie di esempi concreti di nuove terminologie e di decostruzione della visione, insomma sto pensando di mettere nero su bianco esempi concreti per ri-mediare!

Consigli di lettura: non perdetevi il lavoro di Lorella Zanardo. E quello di Monica Lanfranco.

Iniziamo a scegliere le parole!

Perché non lo chiamiamo essereuman(ismo) o persona(ismo)?

breve provocazione sul termine femminismo

Lo sostengo da un po’, c’è bisogno di parlare di #imperativofemminile — ho scelto un aggettivo che indica comando per definirlo.

E’ vero: ogni volta che ci si accosta con una riflessione al femminismo si rischia di finire in una nicchia, di chiudersi invece di aprirsi, di rischiare di comunicare la cosa sbagliata.

Lasciando a parte la storia che il femminismo ha in sè, mi sto chiedendo se il termine sia quello corretto o se rischi di creare un pregiudizio, un preconcetto al solo pronuncialo. Il pop-femminismo — semplificando un gran cappello di femministe che finiscono spesso in TV — forse fa l’effetto contrario di ciò che vorrebbe ottenere, attirando solo maggiore odio e distanza?

Il femminismo “pop” non ha senso o è diventato pop tutto il femminismo? Non certo quello in cui credo io.

La differenza fra i corpi maschile e femminile esiste, punto, non è discriminatoria. Sarebbe sufficiente NON partire a ragionare dai corpi MA dalle menti, anime, cervello, o come preferite chiamare l’essenza dell’esserci.

Siamo PERSONE.

Probabilmente la soluzione non è individuare il termine corretto o ignorare qualsiasi tipo di «inscatolamento» ma — come sempre — porsi il problema è il punto di partenza.

Che sia l’essereumanismo o il personaismo o qualsiasi ISMO vi passi per la testa è importante che il messaggio sia chiaro. Se qualcuno avesse dubbi il mio messaggio è qui e qui.

MESSAGGIO: ogni essere umano è degno, punto.

Come tutto ciò che fa parte della vita umana è in corso un cambiamento e anche il femminismo ne deve tenere conto.

Probabilmente sta tutto qui: il termine femminismo, nel nostro tempo qui e ora, non raggiunge tutti perchè non viene interpretato assieme alla sua storia e a quello che è stato e viene al contrario interpretato tramite preconcetti sbagliatissimi. Essereumanismo funziona di più per il qui e ora?

La lotta è necessaria oggi più che mai. E’ di tutti, fatta da tutti. Non è fatta dalle donne contro gli uomini!(ecco questa ultima frase non sarebbe necessaria se parlassimo di persone e basta)

E’ necessario conoscere il femminismo con tutto quello che è stato, ha fatto, ha ottenuto, ora siamo in un altro periodo storico! Siamo alla ricerca di equità degli esseri umani con tutte le differenze fra le persone che esistono e sono belle.

Genova prova a fare rete contro la violenza di genere

Violenza sulle donne, Genova prova a fare rete e si prepara alla firma del patto di sussidiarietà.

Ecco un pezzo che ho preparato per Era Superba

La Conferenza dei sindaci dell’Asl 3 genovese, capofila il Comune di Genova, è fra le prime a partire con una nuova forma di collaborazione fra pubblico e privato nella fornitura di servizi di contrasto alla violenza di genere. Facciamo il punto.

Sarà regolato da un patto di sussidiarietà il nuovo modo di rispondere alle esigenze delle donne che hanno subito violenza e dei minori che le accompagnano. Un percorso mai sperimentato prima che prevede la co-progettazione e la co-realizzazione di iniziative a sostegno della lotta alla violenza di genere. Ne abbiamo parlato con le associazioni coinvolte e con il Comune di Genova.

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