La comunicazione dei black bloc

Il fatto: una manifestazione di protesta a Roma nei confronti del Governo italiano. Migliaia di persone intervengono, parecchie centinaia sono violente. Le notizie: la violenza dei black bloc a Roma durante la manifestazione.
Il problema è sempre lo stesso. Generalizzare e stigmatizzare senza informare. Lascio da parte il giudizio morale sulla violenza o su quale percorso doveva percorrere il corteo, vorrei affrontare l’evento dal punto di vista mediatico.
Sui media del giorno dopo, i giornalisti a parer mio:
1. non hanno fatto informazione
2. hanno costruito e scritto pregiudizi, stigma, hanno dato il via alla creazione di un nuovo trend mediatico
3. l’immagine e i video violenti hanno avuto un ruolo primario
Quello che ricordiamo della manifestazione del 15 ottobre sono i piccoli numeri rispetto ai grandi. E due fazioni contrapposte: gli indignati da un lato e i black bloc dall’altra. Ma cosa ci sia dietro a quei due stigmi nessuno lo sa, nessuno ne ha parlato. Quali i loro motivi e i loro intenti?
Fra le pagine di carta e quelle online si leggono le mancanze delle forze dell’ordine e giudizi morali sui violenti. Dov’è la notizia qui? Certo, queste parole hanno diritto di trovare uno spazio e di essere lette, ma non va bene quando sono le uniche a trovare spazio.
Il modo in cui  l’evento è stato trattato dai media, ha servito su di un piatto d’oro le dichiarazioni del giorno dopo ai nostri politicanti. Ed ecco che il meccanismo mediatico è partito. Il problema della motivazione della protesta sparisce dalla cronaca. I media hanno presentato una sola parte della manifestazione. Che siano stati pochi o tanti, i violenti hanno catalizzato l’attenzione. Banalità delle banalità, stigmatizzare corrisponde a introdurre una nuova figura distorta nell’opinione pubblica.
Le immagini hanno avuto grande spazio. La fotografia simbolo della camionetta in fiamme e quella della Madonnina distrutta sono state definite immagini simbolo. Avete visto fotogrammi di cartelli o striscioni di protesta? Forse qualcuno, ma le prima pagine e le homepage dei siti erano tutte per la violenza.
Che informazione abbiamo avuto dai media in questi ultimi giorni sulla protesta? Comunque, fra una settimana avremo altri stereotipi a tener banco fra le pagine, non c’è da allarmarsi.