25 aprile: Donne Resistenti

In un’epoca in cui solo rivolgendomi ai più giovani di me, posso ancora sperare che i valori dell’umano ritornino ad essere importanti vorrei fare una riflessione sul ruolo femminile della Resistenza. E ricordare che oggi va ricordata una data piena di valore.

Le donne resistenti. Componente fondamentale per il movimento partigiano. Lasciano il ruolo tradizionale di moglie e madre per lottare per la libertà.
È proprio il corpo di donna e la sua presunta fragilità, insieme alla credenza comune di un’inesperienza dovuta ad una vita vissuta solo fra le mura casalinghe, che permette a queste donne di svolgere compiti fondamentali per la Resistenza.

Rischiando molto, forse ancor di più, perché se catturate sono rimesse al loro esclusivo ruolo di corpo femminile da ferire e torturare.
Le molte donne che hanno partecipato alla Resistenza italiana hanno fatto molto. Hanno raccolto cibo, indumenti e medicinali per chi lottava, hanno fatto propaganda antifascista, hanno assistito i detenuti politici, hanno soccorso i feriti, hanno preso il posto degli uomini nelle fabbriche, sono state il collegamento fra le brigate, hanno svolto azioni di sabotaggio alle truppe tedesche, hanno messo a disposizione le loro case, hanno raccolto fondi…donne multitasking, si direbbe oggi. In quelle circostanze i due ruoli di maschile e femminile si sono compenetrati e sovrapposti per un bene comune.

Per molti anni l’esistenza di una resistenza femminile è stata taciuta. Io non ho mai studiato a scuola del ruolo delle staffette… Il ruolo femminile più noto ora, ragazze fra i 16 e i 18 anni, che garantivano i collegamenti fra le varie brigate. Percorrevano km in bicicletta o a piedi. Erano le prime ad entrare nei centri abitati che venivano raggiunti per verificare che non vi fossero tedeschi. C’erano anche poi le combattenti al fianco dei loro compagni. Alcune di loro diventarono capisquadra. Noi ragazze di oggi dove stiamo buttando tutto lo sforzo fatto da queste Donne?
Ecco come in momenti storici, come quelli di lotta alla libertà, i ruoli di maschio e femmina non sono opposti ne nettamente separati l’un l’altro. E nemmeno si è trattato di una rivalsa femminile, ma di una collaborazione.
La Resistenza delle donne rappresentò una reazione ad un regime che imponeva alla donna il solo ruolo di ‘angelo del focolare’ escludendola da qualsiasi altra attività. Oggi è nostro dovere ricordare queste donne e gli uomini al loro fianco. Non saremmo qui altrimenti.

A questo link una mia riflessione in tema pubblicata su Mentelocale.it

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